Esami di maturità nella scuola di Chikuli!

Da qualche giorno a Chikuli – nel distretto di Blantyre, in Malawi – sono in corso gli esami di maturità. Ragazze e ragazzi poco più che adolescenti – anche se in quella fetta di mondo si è costretti a maturare in fretta – vivono le stesse angosce e si aggrappano ai medesimi sogni dei loro coetanei sparsi per il mondo. Hanno paura, temono di fallire, li spaventa l’idea di non ripagare adeguatamente gli sforzi che le famiglie hanno fatto per permettere loro di acquisire un’istruzione di livello superiore. Perché in quella regione, di solito, la scuola viene abbandonata dopo appena quattro o cinque anni, e a partire da quel momento il destino dei più si lega ad attività pratiche quali il commercio del carbone, la vendita di prodotti agricoli. Ci sono meccanici, falegnami e lattonieri a Chikuli. Nessun biologo, fisico o chimico. Del resto, come potrebbero essere rappresentate queste categorie… se fino a non molto tempo fa l’unica scuola superiore – di proprietà della Chiesa Cattolica, ma ad accesso pubblico e gestita in modo non confessionale dal ministero – mancava di aule sufficienti a ospitare tutti gli alunni e, soprattutto, di specifici laboratori?

            Già, fino a non molto tempo fa… Poiché la scuola superiore di Chikuli può ora contare su una struttura rinnovata che consta, tra l’altro, di un maggior numero di locali e di laboratori attrezzati in cui gli alunni apprendono la fisica, la biologia, la chimica. Ciò è stato possibile grazie alla realizzazione del progetto n.34 che ha visto protagonisti – insieme a noi dell’associazione “Ho Avuto Sete” – la diocesi di Blantyre, la parrocchia di Kadikira, il ministero dell’educazione del Malawi e la comunità FALMI. Queste ragazze e questi ragazzi – impegnati in questi giorni negli esami di maturità – saranno i primi chimici, biologi e fisici di Chikuli. E se è vero che ovunque nel mondo si sta affrontando – con pochi strumenti e tanta incertezza – un’emergenza sanitaria di proporzioni spaventose, chissà che a porvi rimedio – o quanto meno a far sì che non si creino le condizioni per il ripetersi di analoghi fenomeni – non debbano e non possano essere, tra qualche anno, proprio una studentessa o uno studente fra i tanti che in questo momento stanno sostenendo gli esami a Chikuli…

            Sarà un sogno a occhi aperti? Ottimismo di facciata? Forse sì, ma a noi piace pensare di poter essere in quelle aule e in quei laboratori. Per spiare, con affetto e divertimento, le emozioni che si celano dietro quei volti, quelle voci, quelle storie così simili ad altre. Perché ne siamo certi: lì è la salvezza.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Centro Missionario Carpi, l’Associazione Solidarietà Missionaria, il Centro F. L. Ferrari, Missio Modena e l’Associazione Buonanascita onlus.

Con il contributo della Fondazione di Modena e il comune di Modena.

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