Progetto n°46 / Importo: 16500€

In corso

Realizzazione di una campagna di informazione, sensibilizzazione e vaccinazione contro l’Epatite B nelle province di Koupèla e Ouagadougou– Burkina Faso

Burkina Faso occupa il 182° posto nella classifica dell’Indice di Sviluppo Umano e, con un PIL di appena 670 dollari pro capite (2017), è
tra i paesi più poveri del mondo. Situato nel cuore dell’Africa occidentale, questo paese è popolato da 20 milioni di abitanti residenti per
più dell’85% in zona rurale, di cui la metà è a rischio di malnutrizione per la scarsità idrica. Il paese registra infatti delle precipitazioni
annuali di circa 780 mm concentrate in meno di 70 giorni all’anno, tra luglio e settembre. La scarsità idrica comporta, oltre che
malnutrizione e fame, anche un peggioramento delle condizioni di vita della popolazione (con i problemi sanitari annessi), favorendo
quindi la trasmissione di malattie infettive. L’attuale precarietà socioeconomica espone il Burkina Faso all’infiltrazione di gruppi terroristici
che destabilizzano la sicurezza nazionale e la solidità del governo, rendendo ancora più difficoltosa l’azione della cooperazione
internazionale.

Negli ultimi anni si è registrato un incremento della diffusione di Epatite B, probabilmente dovuto a un peggioramento delle condizioni di
vita della popolazione. Il problema della gravità di questa malattia endemica è emerso nel 2010 nel con una risoluzione dell’OMS che
chiedeva un approccio integrato per prevenire e combattere l’epatite virale attraverso la creazione di un programma di controllo globale.
L’OMS ha inoltre emanato delle raccomandazione per i Paesi maggiormente colpiti per cercare di contrastare nel modo più efficace la
diffusione della malattia

Queste raccomandazioni riguardano:
Per garantire una copertura quasi totale, la vaccinazione andrebbe eseguita a 2 mesi dalla nascita, poi dai 16 ai 18 mesi, a 5 anni e 11 anni.
Nonostante ciò, la vaccinazione perinatale non è sufficiente. Infatti, recenti direttive internazionali dell’OMS raccomandano che tutti i
soggetti con replicazione virale B e un parente di primo grado con HCC e tutti quelli con danno epatico significativo debbano ricevere un
trattamento antivirale a tempo indeterminato; questo significherebbe vaccinare milioni di pazienti, ed è probabilmente l’opzione migliore
per prevenire la trasmissione virale, lo sviluppo di malattie epatiche croniche o cancro.

Sfortunatamente, questa malattia rimane poco presa in considerazione nei sistemi sanitari nazionali e internazionali, e scarsamente
compresa dalla maggior parte delle popolazioni maggiormente colpite. La consapevolezza della gravità di questa malattia, e quindi la
conoscenza delle principali tecniche di prevenzioni, risultano ancora scarse all’interno del Burkina Faso.

La maggior parte dei paesi dell’Africa sub-sahariana non offre una copertura sanitaria universale o un trattamento economico per l’epatite
B virale, ostacolandosi così al controllo dell’epidemia. Il progetto è quindi un modo per contribuire alla sensibilizzazione sull’epatite virale
e per favorire reali cambiamenti nei comportamenti in termini di prevenzione nelle popolazioni che frequentano i nostri centri sanitari del
Centre Medical Soeurs Filles de Saint-Camille Dassasgho (Ouagadougou) e il Saint-Camille Medical Center di Koupéla. Oltre a ciò, si ha
anche l’obiettivo di garantire la possibilità di monitoraggio medico ed un’eventuale cura per coloro che saranno sottoposti a screening nel
corso del progetto, offrendo la possibilità di vaccinazione. L’obiettivo è quindi quelli di ridurre i rischi patologici e tutelare la salute di tutti i
cittadini, con particolare attenzione alle fascia giovanile.

Il progetto potrebbe essere molto utile anche per favorire la prevenzione da altre malattie infettive, quali il Covid-19.

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